Buongiorno blog, oggi è il 9 novembre 2023.
Ho controllato il primo post di questo blog e sono ormai dieci anni che scrivo, quasi undici.
Avevo bisogno di sfogarmi stamattina perchè sono chiusa in casa per due settimane, lontana dal lavoro e dalla vita di tutti i giorni.
Domenica scorsa mi hanno dimesso dall'ospedale perchè ho avuto ancora problemi alla ghiandola di Bartolini. Mi hanno operato e mi hanno riempito di antibiotici. Sono a casa adesso, sperando che la cosa mi stia passando ma per vedere i risultati devo avere pazienza.
Sono stati giorni molto difficili per me, soprattutto quando stavo male ed ero a casa a sopportare il dolore. Credo ormai di essere una roccia quando si tratta di dolore e purtroppo e dico purtroppo, non capisco quando il dolore che sento e che provo non è assolutamente normale e non è soprattutto un dolore che devo sopportare. Ho passato due giorni a casa, iniziando con gli antibiotici, sperando che la cosa potesse passare in questo modo, senza ricorrere a interventi chirurgici e a ricoveri.
Quando la sera di martedì Marci è arrivato a casa mia, credo che lui non si aspettava che stessi così male: stavo così male che non riuscivo a farmi toccare, mi dava fastidio qualsiasi contatto fisico; inoltre riuscivo a stare comoda e senza provare dolore solamente in una posizione che però non mi permetteva di stare a cena seduta in tavola. Ricordo proprio di aver pensato che il suono delle chiacchiere, delle risate dei miei genitori e Marci a cena mi innervosiva proprio, mi dava fastidio sentire come loro stessero bene.
La notte che ho passato è stato un inferno: mi sarò svegliata 6/7 volte riuscendomi ad addormentare solo per un'oretta e poi svegliarmi piangendo dal dolore e chiedendomi solo quando questa sofferenza finisse. Tenevo la mano di Marci e gli chiedevo aiuto e forza perchè da sola non riuscivo più a sopportare niente. Avevo pure un po' di vergogna a farmi vedere così da lui, a farmi vedere stare così male ma alla fine ho pensato che era giusto così e solo in questo modo sarei riuscita a fargli capire veramente le mie sensazioni.
Durante la notte ho dovuto pure prendermi un paio di gocce di lexotan perchè ero troppo agitata.
La mattina dopo siamo andati al pronto soccorso perchè non ce la facevo più e tra molte ore passate ad aspettare e dottori molto antipatici, mi hanno ricoverato. Sono finita in geriatria, perchè si sa che nelle mie vecchie esperienze in ospedale, non sono mai finita nel reparto in cui dovevo. Nella sfortuna cerco sempre di trovare i lati positivi per cui credo che non mi sia andata così male: la mia compagna di stanza aveva 101 anni. Credo fermamente nella saggezza delle persone più adulte, quindi è stato affascinante pensare che tipo di vita avesse avuto e che soprattutto si trovava a quell'età a essere molto lucida e molto forte.
Mi hanno portato in sala operatoria il giorno dopo, con molta fretta perchè sono solo una persona in una lista di persone da operare quel giorno. Mi sono sentita parecchio sola in quel letto mentre passavo nei corridoio dell'ospedale, anche nelle zone magari più frequentate quindi con molte persone che mi passavano accanto e sentivo i loro sguardi e i loro pensieri "chissà cos'ha così giovane", "cavoli, mi dispiace per lei". Per fortuna che sono cieca come una talpa quindi questa sfilata l'ho vissuta meglio senza vedere le loro facce.
Mi ricordavo che l'anestesia avesse un altro tipo di effetto sul mio corpo, me la ricordavo in modo quasi piacevole, una sorta di sonno profondissimo e che rende il tuo corpo pesante, quasi ad affondare e passare ogni piano della terra fino ad arrivare al nucleo. Ma non è stato così, è stata una cosa così veloce che mi sono spaventata e mi ha fatto venire una forte tachicardia, ero quasi convinta di star morendo.
Mi sono svegliata ancora nella sala operatoria freddissima e ricordo che ho iniziato a piangere per il dolore. Volevo semplicemente che mi portassero in stanza e che mi facessero vedere i miei genitori e Marcello. Era l'unica cosa che volevo in quel momento, volevo sentirmi meno sola in questa merda.
Credo che pochissimi adolescenti debbano affrontare le cose che ho passato io. Ho scoperto di essere una persona che pensa molto, decisamente troppo. Ho dovuto pensare alla morte in tanti momenti della mia vita, mi sono immaginata morta e i miei genitori ancora in vita che mi pensano. Ho tanti pensieri oscuri in testa perchè a 16 anni mi hanno detto che avrei avuto una malattia nel mio corpo per tutta la mia vita. Faccio incubi bruttissimi la notte, mi sveglio e inizio a piangere come una disperata. Penso che ho avuti tanti anni per processare la malattia e ogni anno imparo qualcosa di nuovo e guardo la Sara del passato e vorrei parlarle e dirle che andrà tutto bene. Probabilmente anche adesso avrei bisogno di Sara del futuro che mi parli e mi dica che alla fine tutto andrà come deve.
Ringrazio la mia famiglia per essere sempre accanto a me e vorrei chiedere scusa a loro per quanto li faccio stare male. Ringrazio Marcello per provare sempre a capirmi meglio, un passo alla volta, perchè posso immaginare che per una persona che è sempre stata bene, certe cose risultano fuori dal loro mondo e quindi viene più difficile capirle. Ti ringrazio perchè non molli mai con me e sono sicura che sarai con me fino alla fine. Ringrazio le mie amiche e i miei amici per esserci e per scrivermi sempre, giusto per farmi sapere che loro ci sono. Non potranno mai capire che tipo di vita ho vissuto e sto vivendo ma sono sicura che cercano di capirmi sempre e sono grata di avere queste persone nella mia vita.
Non ringrazio le persone che credevo potessero capirmi, non ringrazio le persone che non hanno un minimo di tatto con me e soprattutto che hanno il coraggio di rompermi le scatole per delle cose così superficiali, così inutili che mi fanno imbestialire. Sono contenta e forse invidiosa di loro perchè se si comportano in questo modo è perchè non hanno mai dovuto affrontare niente nella vita.
Ringrazio la mia cucciola Lilli, che è il cane più bello del mondo, ti ringrazio perchè sei proprio la terapia che mi serve quando sto male perchè hai la capacità di starmi vicino e di ascoltarmi e sono sicura che tu sarai sempre lì e non potrai mai giudicarmi. Ho tanto amore per gli animali che ti amano in modo incondizionato, senza ricevere nulla in cambio sono lì accanto a te. Non posso neanche immaginare la vita com'era senza te e come sarà.
Con le lacrime agli occhi, mi auguro che tu Sara che leggerai la prossima volta, sarai più felice di me adesso. Mi auguro che sarai più fiera della vita che ti stai costruendo, senza lasciarti influenzare dalle altre persone che potrebbero dirti il contrario. Spero che sarai in un periodo di pace con la malattia e gli ospedali, spero di non vederli per tanto tempo.
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