Ciao, sono Sara e ho 24 anni e a maggio ne compio 25.
Oggi è martedì 24 febbraio 2026, sono al computer nella mia stanzetta a Bornato, stanzetta che è decisamente cambiata dal primo giorno che l'ho vista, insieme a Emma, eravamo curiose di entrare e di capire come l'avremmo arredata e come saremmo state in grado di gestirci. Fa veramente strano pensare che una volta condividevamo la stessa stanza e fa ancora più strano pensarci come se fossero passati anni da quando lei si è trasferita con Giacomo a Brescia.
Mi manca ogni giorno, la sento sempre con me, è come se avessi una gemella alla fine. Se penso alla mia infanzia e a tutti i bei ricordi, c'è sempre lei dentro. Sempre a giocare, ridere e anche a litigare e picchiarci. Sono proprio contenta che sia uscita di casa, sono felice che almeno lei è libera dai nostri genitori, non che siano dei genitori così terribili, ma sento che Emma fa ancora più fatica di me ad andare avanti e a cercare di mettersi in pace con questa cosa.
Con questo intendo il modo in cui i nostri genitori ci hanno cresciuto e ci hanno letteralmente formato. Io sono inconsciamente il risultato di loro due messi insieme e le esperienze che ho potuto vivere. Sento di avere una parte di entrambi dentro di me, sia le cose brutte che quelle belle. Sento di essere maniaca del controllo e perfezionista come mia mamma e super privata e autodistruttiva come mio papà.
Mi rendo conto solo a quest'età a quanto sono stata autodistruttiva con me stessa. Mi sono accorta di essermi voluta veramente poco bene negli anni. E ho avuto tutte le ragioni del mondo per comportarmi così, perchè non voglio criticarmi più di quanto non faccia giornalmente, o anzi, al minuto (per non esagerare dicendo secondo). So che la malattia ha fatto tanto parte del mio processo di personalità, di formazione. Ricordo bene che non riuscivo a immaginarmi neanche a 25 anni, credevo che sarei morta prima. Non riuscivo a vedermi in una casa, ad avere una famiglia. Se ci pensavo, vedevo solo il nero.
Per anni della mia adolescenza mi ripetevo di vivermi il presente e di non pensare al futuro, perchè non sapevo se avrei potuto godermelo. Capisco ora che forse dovrei ricordarmelo, in quanto forse ora ci penso troppo al futuro. Penso a se sarò in salute, se avrò abbastanza soldi sul conto per poter vivere da sola, se mai avrò dei figli e che vita avranno. Penso spesso, molto spesso, a me incinta. Faccio ancora un po' fatica a capire se mi sento una persona materna o no. L'unica cosa sicura è che ci penso spesso, penso alla mia pancia che si gonfia e che diventa grande grande, penso a un eventuale parto, penso a Marcello come padre, penso a me come madre. E qui mi ricordo che devo vivermi il presente. Non c'è bisogno di ossessionarmi con questi pensieri, capisco e riconosco che c'è del tempo davanti a me, c'è tempo per capire altre cose.
Il percorso dalla psicologa mi ha decisamente cambiato la vita. Ci sono tanti giorni in cui mi sento davvero felice e senza preoccupazioni, senza ansie. Era una sensazione che nella mia vita non provavo da tanto. Sto bene, lo riconosco. Sono sempre stata un'overthinker e quando ho iniziato a far tacere alcuni pensieri, sono stata meglio.
La battaglia giornaliera con me stessa è di liberarmi della "brava bambina", di smetterla di inseguire la perfezione, di lasciar andare le cose, perdere il controllo ed essere meno critica con me stessa (e con gli altri). Mia mamma mi ha messo sugli occhi queste lenti su come vedere il mondo che mi hanno piano piano distrutta. Me e la mia autostima. Mi piacerebbe averne di più di quella che dimostro e so che per ottenerla basta semplicemente avere meno aspettative su me stessa ed essere realistica.
Ho letto per curiosità gli ultimi articoli che ho scritto e ci vedo tanta auto-critica, soprattutto verso la me del passato, la me adolescente, una ragazza di 18-20 anni che guarda un po' non sapeva niente della vita (perchè, come può essere possibile? una ragazza così giovane non sa le cose?!). Vorrei dirti Saretta che non potevi sapere niente, che hai dovuto sbagliare per capire le cose, hai fatto tanti, tantissimi sbagli ma guarda dove ti hanno portato! Anche io adesso a 25 anni sbaglierò. Sbaglierò anche a 30. L'importante è capirne qualcosa. L'importante è alzarsi, andare avanti, imparare, conoscere e conoscersi.
Mi voglio un bene immenso, ho avuto un passato forte e sono fiera di quella che sono adesso. Devo urlarlo, devo ricordarmelo ogni giorno, devo prendermi tutti i meriti. Sono stata io a salvarmi, non è stato nessun principe azzurro, Sara. Ti ha certamente dato una mano, ma ricorda che se gliel'hai porta è perchè l'hai voluto tu. L'hai deciso tu e solo tu. Ti sei tirata fuori dalla merda.
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